I luoghi del Neolitico nei pressi di Vathi

Kalymnos, un mosaico antico

L’isola di Kalymos è stata abitata fin dalla preistoria ed è sempre stata un luogo di passaggio di tante popolazioni, nei pressi di Vathy si trovano numerosi piccoli siti del neolitico

Per gli appassionati di storia e archeologia l’isola di Kalymnos, nel Dodecaneso, offre davvero tanti piccoli spunti di osservazione. Molti reperti sono conservati presso il Museo Archeologico di Pothia, ma la maggior parte dei mini-siti si trovano nei pressi di Vathy, un piccolo centro della costa orientale allo sbocco di una fertile valle che fu abitata fin dal Neolitico.

Di seguito alcuni tra i più importanti rinvenimenti avvenuti nel corso del tempo in questa zona.

La grotta di Daskaliò si trova nel profondo e stretto golfo di Rina sulla rocciosa costa a nord dello scalo di Vathy. Nel 1922 fu esplorata dall’archeologo Amedeo Maiuri. All’interno della grotta vennero ritrovati reperti del Neolitico e dell’età del bronzo. Fra questi spiccano un’ascia in pietra, un idolo in bronzo del minoico, un disco in terracotta del minoico di mezzo e vasi micenei.

La collina di Peristerià (in Italiano: Collina della colomba) si trova nell’insenatura di Vathy, dalla parte opposta rispetto alla grotta di Daskaliò. È un sito che fu abitato alla fine Neolitico. La zona che si estende fino in località Voukolià al limite della strada asfaltata, ha prodotto alcuni vasi in ceramica nera del periodo geometrico. Qui non sono state rinvenute tracce di abitazioni che erano forse costituite da capanne.

Nel centro di Kastella imponenti rovine si allargano fino al monte Rito ad occidente. Si tratta di circa 50 costruzioni disposte su assi ortogonali e fatte di blocchi di pietra locale di forma quadrata e trapezoidale poste l’una sull’altra senza l’uso di materiale coibente. Alcune pietre hanno misurano fino a 1,60m d’altezza e 1,30m di lunghezza. Nella parte alta dell’abitato, si possono vedere i resti di spesse mura che appartenevano forse ad un tempio o all’abitazione di qualche dignitario. Il luogo fu abitato dalla preistoria fino all’età classica. Vi sono stati ritrovati idoli di terracotta e monili risalenti alla tarda età del bronzo, monete di Mileto e di Coo, punte di frecce in bronzo del V secolo a.C. Probabilmente gli abitanti erano di etnia Caria. L’abitato cessò di esistere nel V secolo a.C.

L’acropoli di Embola era un luogo fortificato nella valle di Vathy, ad est della località Metòchi. È visibile il muro di cinta spesso poco più di 1 metro e con un perimetro di 75x 42 metri. Vi si aprivano porte di 4 metri di larghezza. L’acropoli fu costruita nel IV secolo a.C. e fu abitata per tutto il periodo ellenistico.

La basilica del Taxiarchi, a nord dell’acropoli di Embola, e fu costruita nel VI secolo d.C. con materiali di recupero dell’acropoli. Era una chiesa paleocristiana di 21,60 x 13,60 m il pavimento era decorato a mosaico colorato per lo più con motivi geometrici. Vicino c’è una chiesa con tracce di affreschi del XIII e del XIV secolo

Rina era un porto del versante orientale, oggi all’interno. L’agglomerato fu fiorente nella prima era bizantina (V e VI secolo d.C.). Vi sono stati rinvenuti i resti di 7 chiese e le abitazioni private erano dotate di cisterne per la conservazione di acqua potabile. L’abitato decadde nell’VIII secolo, molto probabilmente per le sempre più frequenti incursioni di Arabi dal mare, ma tornò a svilupparsi con la ripresa dello Stato bizantino.

Stimenia è una località corrispondente alla zona nord ovest della valle di Vathy. A 50 metri dai ruderi della chiesa bizantina di San Nicola c’è una grotta che fu abitata in epoca preistorica. Intorno alla chiesa sono state rinvenute tombe di epoca bizantina.